L'occupazione in Liguria ai tempi della crisi
Pochi giorni fa è stato presentato il resoconto elaborato dall'Assessorato al Lavoro della Regione Liguria relativo all'impatto che la crisi economica ha avuto sull'occupazione ligure.
I dati, come si può immaginare, sono tutt'altro che confortanti, anche se parzialmente mitigati dagli interventi regionali volti a favorire la crescita del lavoro.
Tra il 2009 e il 2010 il tasso di occupazione è calato dello 0,5%, mentre quello di disoccupazione è aumentato dello 0,8% e il confronto tra il terzo trimestre 2010 e il corrispondente del 2011 mostra un ulteriore calo dello 0,4% nel tasso di occupazione e un aumento dell'1,4% di quello di disoccupazione.
Dal 2008 a oggi la forma contrattuale più utilizzata è stata il tempo determinato, mentre il lavoro flessibile è stata l'unica forma contrattuale in crescita, con un calo del 35% dei contratti a tempo indeterminato.
La difficoltà nel mantenere il lavoro a tempo indeterminato è dimostrato dall'aumento delle ore di utilizzo della Cassa Integrazione straordinaria, cresciuta di più del 200%. Basti pensare che la spesa per gli ammortizzatori in deroga è passata da 1,2 milioni nel 2008 a 90 milioni nel 2011.I settori che hanno maggiormente usufruito della Cassa in deroga in questi tre anni sono stati il settore metalmeccanico, i trasporti e i servizi di pulizia.
I 15 milioni stanziati da Regione Liguria per favorire interventi occupazionali hanno fatto sì che, nonostante la crisi, oltre 800 aziende abbiano fatto domanda per assunzioni a tempo indeterminato a favore di circa 1500 addetti.
Ciò nonostante il tasso di disoccupazione tra i giovani (15-24 anni)) nel 2010 è stato superiore al 20%, una percentuale tutt'altro che rassicurante.
Non è il caso di aggiungere altro, né di commentare questi dati che soltanto interventi pesanti, di decine di milioni di euro, sono riusciti parzialmente a mitigare. La situazione, sebbene migliore che in altre regioni italiane, non è comunque buona e richiede interventi puntuali e costanti.





