...e io pago: l'Italia rischia altre multe salate dall'UE!
Dopo la messa in mora dell'Italia a causa dei rifiuti napoletani, arriva da Bruxelles un'altra cattiva notizia: l'Italia rischia l'applicazione di nuove sanzioni per inadempienze nel settore dell'efficienza energetica in edilizia.
La Commissione europea ha inviato al nostro Governo un cosiddetto "parere motivato" con la richiesta formale di applicare tutte le norme comunitarie sulle prestazioni energetiche in edilizia. Il "parere motivato" è il secondo (e penultimo) passo previsto dalla procedura di infrazione e arriva dopo il richiamo dello scorso novembre che, evidentemente, non ha sortito gli effetti sperati da Bruxelles.
Ma vediamo in dettaglio le mancanze imputate al nostro Paese secondo l'Unione Europea.
1)L'attuale normativa nazionale italiana sui cosiddetti Attestati di certificazione energetica (Ace) non rispetta le direttive della comunità europea. La legislazione comunitaria stabilisce che le attestazioni obbligatorie siano rilasciate da esperti qualificati, come il buon senso lascia pensare, sia per gli edifici nuovi che per quelli già esistenti, sia in compravendita che in locazione. L'anomalia italiana fa sì che i proprietari possano produrre una autocertificazione nel caso in cui dichiarino che il proprio edificio rientra nella classe di efficienza peggiore (la categoria di consumo G). Questa possibilità, introdotta con le "Linee Guida nazionali per la certificazione energetica deg li edifici" approvate nel giugno 2009, per l'UE rappresenta solo una scappatoia per lasciare il nuovo proprietario o inquilino all'oscuro delle reali prestazioni energetiche dell'edificio.
2)La legge nazionale prevede che gli Ace siano obbligatori solo in caso di nuovi edifici, mentre la normativa europea li prescrive in ogni caso e per ogni tipo di transazione, cioè anche in caso di locazione, donazione ecc.
3)Sempre in campo energetico, è giunta la terza "bacchettata" di Bruxelles. Secondo l'Ue, infatti, mancano in Italia le necessarie misure per garantire che gli impianti di condizionamento dell'aria vengano controllati regolarmente, e che i proprietari siano correttamente informati sui possibili accorgimenti per aumentarne l'efficienza.
Al Governo restano due mesi di tempo per rispondere in modo convincente alla Commissione. In caso contrario, l'Italia ha forti probabilità di essere deferitaalla Corte di giustizia europea e di essere condannata al pagamento di un'ammenda. Un ulteriore danno economico che si andrebbe a sommare alle perdite indirette causate dal mancato efficientamento degli edifici, che sono responsabili da soli del 40% dei consumi elettrici nazionali.
Pare difficile che il Governo, completamente impegnato nelle operazioni "salvapremier" trovi il tempo per porre rimedio ad una situazione che ha volutamente creato esso stesso. Come ormai è chiaro agli italiani di ogni idea politica il principale interesse dell'attuale Governo non è a favore dei cittadini, altrimenti non si giungerebbe ciclicamente a prendere multe dalla UE per il mancato rispetto di leggi che, se rispettate, contribuirebbero direttamente al benessere degli italiani in termini di aumento di posti di lavoro, ambiente, diminuzione dei costi energetici ecc. ecc.
Probabilmente, dato che le multe sono a carico dello Stato e quindi dei cittadini, poco cale di doverle pagare a un Governo che chiede a gran voce la responsabilità dei giudici e sorvola con noncuranza su quella dei politici al governo.
Così si perpetua l'adagio reso famoso da Totò: "...e io pago..."





