Come si fa dell'istruzione pubblica una pubblica distruzione
Nuovi tagli in vista per la Pubblica Istruzione. Sono quelli previsti dal DDL Stabilità per il triennio 2012-2014 e che dovranno entrare in vigore l’ 1 gennaio 2012, attualmente in discussione in Commissione Cultura del Senato. In esso si prevedono ulteriori tagli, dopo quelli effettuati dal duo Gelmini-Tremonti in questi ultimi tre anni, tagli che metteranno definitivamente in ginocchio la scuola pubblica.
1. Delle 500 unità di personale (docenti e dirigenti scolastici) distaccati al MIUR per compiti connessi all’autonomia, ne resteranno solo 300 risparmiando così 1,7 milioni di euro nell’E.F. 2012 e poi 5,2 milioni di euro l’anno (totale 12,10 milioni di euro).
2. Le scuole sottodimensionale a cui il decreto dell’estate aveva sottratto la dirigenza sostituendola con una reggenza, non avranno più neanche il Direttore dei servizi generali e amministrativi (DSGA). Contemporaneamente si innalza il numero di alunni per definire “sottodimensionata” la scuola: da 500 a 600. le scuole sottodimensionate, che erano 1.812 con il DL 98/11, diventano così 3.138. In questo modo si tagliano altre 1.331 dirigenze e 1.569 DSGA (1 DSGA ogni 2 scuole sottodimensionate). Risparmio previsto: 45,2 milioni di euro nel 2012, 140 nel 2013, 153,2 nel 2014. (Totale: 338,40 milioni di euro).
3. Blocco degli scatti di anzianità del personale impegnato nell’alta formazione artistica e musicale. Risparmio previsto nel triennio: 6,68 milioni di euro.
TOTALE: -357,18 milioni di euro
In una recente intervista il Ministro Gelmini ha dichiarato:”Il mio ministero non è più in grado di sopportare diminuzioni di finanziamento”. Il Ministro mentiva o non sapeva?
E non finisce qui. E’ del 7 ottobre 2011 la nota prot. N. 8220 del MIUR ai Direttori Generali Regionali con oggetto: “Costituzione degli istituti comprensivi”. Facendo riferimento all’art. 19 c. 4 del DL 98/2011 la nota invita i Direttori Regionali a prendere contatto con i competenti Uffici Regionali “in modo tale che tutti i provvedimenti siano emanati entro il 31 dicembre p.v.”. Tale norma prevede l’aggregazione delle scuole del 1° ciclo in istituti comprensivi di almeno 1.000 alunni. In allegato una tabella riportante, provincia per provincia, il numero di istituzioni scolastiche attuali e quelle ideali (con i nuovi parametri). Le 7.210 istituzioni scolastiche del 1° ciclo (circoli didattici, scuole medie e istituti comprensivi) dovranno riaggregarsi diventando 5.910 con un taglio netto di 1.300 unità. Il taglio non è omogeneo sul territorio nazionale. E’ la Calabria la regione tagliare di più (33% di scuole in eccesso), seguita da Puglia e Sicilia (32%).
Questa ulteriore manovra, finalizzata meramente al contenimento della spesa, rischia di avere pesanti ripercussioni non solo organizzativi ma anche qualitative. Le scuole non sono “mattoncini Lego” che si possono aggregare e disaggregare a piacimento. Ogni scuola ha costruito nel tempo la sua identità, i rapporti con il territorio e la comunità locale. Al Ministro interessa tutto questo? Al Ministro Tremonti interessa sicuramente far quadrare i conti.
(fonte: newsletter di Legambiente)





