Ancora tagli per il trasporto pubblico locale
Come si era capito il trasporto pubblico locale non è mai stato una delle priorità del governo Berlusconi, anzi, negli anni scorsi si è assistito ad un progressivo taglio dei finanziamenti con le manovre estive, taglio che veniva poi ridimensionato nelle leggi di spesa autunnali dopo le grida d'allame di enti locali, sindacati e cittadini.
L'insicurezza sulla disponibilità di risorse ha, però, reso impossibile a Regioni, Province e Comuni di effettuare una seria programmazione del servizio di trasporto, non sapendo mai su quali somme si può contare di sicuro. Nonostante le riorganizzazioni di corse e servizi, nonostante le ottimizzazioni dei percorsi e la cancellazione delle sovrapposizioni i fondi non bastano a sostenere il trasporto pubblico locale.
Per evitare ulteriori consistenti tagli a corse e soppressione di linee il Governo dovrà trovare entro un mese la ragguardevole cifra di un miliardo e mezzo di euro. L'ex ministro Fitto aveva promesso che i fondi sarebbero stati resi nuovamente disponibili con la legge di stabilità che avrebbe introdotto anche norme sulla liberalizzazione. Invece la concorrenza è aumentata senza l'arrivo dei fondi. E non si è trattato di un taglio di poco conto dato che la quota mancante è pari al 75% degli stanziamenti necessari. “A fronte di una necessità pari a 1 miliardo e 900 milioni ne sono stati stanziati solo 400” ricorda il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani che ha chiesto al presidente Monti un incontro urgente per discutere alcuni temi fondamentali tra cui il trasporto pubblico. La richiesta non sarà solo quella dell'erogazione del denaro mancante, ma la nascita di un tavolo per la riorganizzazione del sistema di trasporto pubblico locale. Le più gravi ripercussioni di questi tagli le subiranno i pendolari dato che buona parte del denaro mancante serve proprio a coprire i costi dei treni che servono chi lavora in zone diverse da quella di residenza.
Ad oggi solo l'Emilia Romagna ha potuto riconfermare nel bilancio preventivo gli stessi fondi per il TPL del 2011 tagliando quelli destinati alla viabilità, all'edilizia e all'agricoltura. La Toscana ha scelto la via della razionalizzazione con la gara unica per il territorio regionale che darà meno corse e meno bus, ma mirati sulle esigenze dei cittadini. E mentre l'Assessore lombardo Cattaneo si rivela gravemente preoccupato, Enrico Vesco, Assessore ligure ai trasporti annuncia che, stanti le attuali condizioni è previsto un taglio del 10% di treni il sabato e la domenica e un aumento del 10% per la corsa semplice e del 5% degli abbonamenti. Ma se entro aprile i fondi non arriveranno i tagli riguarderanno il 35-40% del trasporto attuale.
La situazione non è allegra, ma lo diventa ancora meno se si pensa che una parte dei soldi (nostri) che potrebbero risolvere questo problema andranno a sostenere il “trasporto privato” essendo utilizzati per quegli stipendi che la FIAT di Marchionne, chissà perchè, si rifiuta di pagare ai suoi operai.





